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EVILDEAD "TOXIC GRACE" (2024)



"Obbedisci, indossa la tua mascherina, non farti domande, resta a casa". Copertina fantastica, che riassume alla perfezione la follia spacciata per normalità degli ultimi 4 anni abbondanti. D'altra parte, gli Evildead sono la band di Juan Garcia, messa in piedi dopo il primo split degli Agent Steel, le cui tematiche "complottiste" risalgono agli albori degli anni 80. Forse nemmeno lui, a quei tempi, si sarebbe immaginato un simile pandemonio: roba che le puntate di X-Files sarebbero da aggiornare. Ma tant'è. Il thrash è nato come genere di protesta, di denuncia, di profezie purtroppo oscure, e puntualmente avveratesi. Quando i Testament scrissero "The New Order", ad esempio, di cosa pensate che parlassero? Quando i Metallica (quelli veri) composero "Blackened", a cosa credete si riferissero? E quando lo stesso Garcia, con la reunion dei "suoi" Agent Steel, uscì con "Order Of The Illuminati" (più di 20 anni fa), di quale confraternita trattava? Non meravigliatevi, dunque, se gli Evildead continuano imperterriti a martellare sulle stesse tematiche. "Toxic Grace" è un album fieramente ed incorruttibilmente 80's thrash senza alcuna concessione a modernismi, né nelle dinamiche sonore, né a livello vocale, con Phil Flores che insiste su tonalità certamente aggressive ma completamente intelligibili: quando non addirittura melodiche. Una caratteristica peraltro molto importante, ai fini della comprensione di liriche così politically uncorrect. Le ritmiche sono un blocco di cemento armato da headbanging spietato, che mantengono attentamente le distanze da qualunque infiltrazione "groove". A dimostrazione che non è per forza necessario adottare determinati accorgimenti "modernaioli" al fine di far sbattere la capoccia al pubblico. "Toxic Grace" è il disco più fottutamente "vintage thrash" che mi sia capitato di ascoltare da tempo immemore. Esattamente da "Revelations Of Oblivion" dei Possessed. Non è poco! 


ALESSANDRO ARIATTI




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