Nei primi 90, la WMMS è un'etichetta importante per la musica sostanzialmente underground. "Moooolto underground", direbbe l'Antonio Albanese frequentatore di negozi musicali nel suo film Uomo D'acqua Dolce, durante un esilarante sketch. All'interno del rooster dell'etichetta tedesca, specializzata in progressive, ci sono gli italianissimi Asgard: si tratta anzi di uno dei loro nomi di punta, niente di meno. Dopo tre album in due anni tra il 1991 ed il 1992 ("Gotterdamerung", "Esoteric Poem" ed "Arkana"), nel 1993 tocca ad "Imago Mundi", che inizialmente provoca un pò di scompiglio. Si vocifera infatti di una presunta "svolta metal", che getta nel panico i supporter di chi vorrebbe vedere il genere relegato ad una eterna staffetta del classico Genesis sound. È vero che, in quel periodo, la contaminazione tra prog ed HM vede nel successo dei Dream Theater una papabile via espressiva. Così come corrisponde a ...
Quando nel 2011 gli Opeth pubblicano "Heritage", il mondo del metal progressivo si trova davanti a una delle svolte artistiche più sorprendenti degli ultimi anni. Dopo una carriera costruita su un equilibrio unico tra death metal, progressive, atmosfere oscure e momenti di incredibile delicatezza, la band svedese decide di rompere ogni schema e intraprendere una nuova strada. "Heritage" non è semplicemente un cambio di direzione musicale: è una vera e propria dichiarazione di libertà artistica. Gli Opeth scelgono di lasciare quasi completamente alle spalle il growl e la componente death metal che aveva definito una parte fondamentale del loro percorso, per avvicinarsi con ancora maggiore convinzione al progressive rock degli anni ’70, un universo musicale che Mikael Åkerfeldt ha sempre amato profondamente e dal quale ha tratto ispirazione per anni. Questa scelta, al momento dell’uscita, divide inevitabilmente il pubblico. Molti fan, abituati alla potenza e alla comp...