Quando "Pump" esce nel 1989, gli Aerosmith non sono più soltanto una leggenda sopravvissuta agli anni Settanta: sono una band rinata. Dopo aver attraversato droga, crisi interne, cadute artistiche ed il rischio concreto di sparire, Steven Tyler e Joe Perry riescono in qualcosa che sembrava impossibile: tornare al centro del rock mondiale senza sembrare nostalgici. In un’epoca dominata dall’hard rock patinato e dall’estetica MTV, "Pump" arriva come un disco enorme, pieno di energia, ma con un’anima molto più profonda di quanto il pubblico si aspettasse. Ed è proprio questo il segreto dell’album: sotto i riff giganteschi, sotto la sensualità e l’ironia tipiche degli Aerosmith, c’è una tensione emotiva continua. "Pump" è un disco che ride, provoca, seduce… ma che a tratti sa anche fare male. Steven Tyler è il centro assoluto di questa esplosione. Qui raggiunge forse il punto più completo della sua carriera. Non è solo il frontman eccessivo e teatrale che tutt...
Sembra incredibile, ma "New Day" rappresenta l'esordio solista di John Corabi. Tra i The Scream, la comparsata con i Motley Crue nello strepitoso album omonimo del 1994, la sporadica parentesi degli Union, le "schitarrate" live ben retribuite con i Ratt, ed infine l'eccellente presenza nei The Dead Daisies, è solo oggi che il cantante americano firma la sua prima opera d'autore. Nel film The Dirt, la sua figura esce decisamente malconcia, quasi si trattasse del primo imbecille trovato per strada e messo dietro al microfono di una delle band più rappresentative degli 80's. La realtà è ben altra. Non solo quell'album dei Motley Crue resta un gioiello di inestimabile valore, ma rimane probabilmente l'unica testimonianza di un gruppo "hair metal" alle prese con qualcosa "d'altro". Chi ha vissuto quel periodo sa benissimo che tutti ci provarono e che tutti fallirono. Tutti tranne loro. Ed il merito va circoscritto proprio a...