Nel 1993 il progressive metal è ancora soltanto "un'idea". Che però sta per prendere forma, corpo, e consenso. Troppo presto perché "Images And Words" sparga le proprie spore infettive per il pianeta, ma molti dimenticano che, prima di quella indiscutibile pietra angolare, i Dream Theater avevano già pubblicato un certo "When Dream And Day Unite". Era il 1989, ed in Italia soltanto "il solito" Beppe Riva, col suo fiuto pressoché infallibile, aveva capito che qualcosa di grande stava per accadere. Gli altri, come sempre, sarebbero venuti "dopo", ovvero a conti fatti. C'è poco da "riscrivere la storia dell'hard'n'heavy", come leggo a volte sulle pagine di qualche buontempone: sarebbe sufficiente l'umiltà necessaria di documentarsi ed andare a rileggere quanto fu scritto da certe penne illuminate. Per inciso, toccò ad un certo Trombetti magnificare "Punishment For Decadence" dei Coroner, giusto p...
"Yesterwynde" è un album sontuoso, stratificato e profondamente malinconico. Più che un disco metal tradizionale, sembra una colonna sonora per un viaggio attraverso il tempo, la memoria e l'eredità dell'umanità. È il capitolo conclusivo della trilogia iniziata con "Endless Forms Most Beautiful" e proseguita con "Human. :II: Nature", dedicata ai temi della natura, dell'evoluzione e del posto dell'uomo nell'universo. Fin dal primo ascolto emerge la visione di Tuomas Holopainen: orchestrazioni gigantesche, cori maestosi, strumenti folk e una scrittura che guarda più alla narrazione e all'emozione che all'impatto immediato. Non è un album costruito per conquistare al primo ascolto con ritornelli facili o esplosioni di energia; è un'opera che chiede tempo, attenzione e coinvolgimento. Ogni brano sembra essere parte di un mosaico più grande, un racconto che prende forma lentamente e che rivela nuovi dettagli a ogni ascolto. Brani...