Ci sono album che vengono pubblicati. E poi ci sono album che arrivano come manifesti, come dichiarazioni di esistenza, come monumenti eretti contro il tempo e contro l'oblio. "Grand Serpent Rising" appartiene a questa seconda categoria. Non perché rivoluzioni il linguaggio dei Dimmu Borgir. Non perché voglia reinventare il black metal sinfonico. Ma perché possiede una qualità molto più rara: la consapevolezza della propria grandezza. Da oltre tre decenni i Dimmu Borgir vivono in una posizione unica. Sono stati osannati, detestati, imitati, accusati, celebrati e continuamente messi sotto processo. Hanno assistito alla nascita e alla scomparsa di intere generazioni di gruppi. Hanno visto cambiare il volto del metal estremo più volte. Eppure sono ancora qui. E forse è proprio questa permanenza a disturbare qualcuno. Perché la storia del gruppo è una smentita vivente di molte convinzioni che una parte della scena ha cercato di difendere per anni. Secondo alcuni, il black met...
"Imaginaerum" dei Nightwish è un album che non si ascolta soltanto: si attraversa, come si attraversa un sogno che non chiede permesso e ti prende per mano senza spiegarti dove stai andando. È il 2011, e la mente di Tuomas Holopainen costruisce qualcosa che va oltre la musica: un universo intero fatto di memoria, infanzia, tempo che si piega e si rompe. Qui tutto nasce da un’idea semplice e insieme impossibile: cosa resta di noi quando ricordiamo? E cosa succede quando i ricordi smettono di essere fedeli e diventano immaginazione? Dentro questo mondo, la voce di Anette Olzon diventa luce e nebbia insieme. Non è più soltanto interprete: è narratrice, spirito che guida dentro stanze emotive che cambiano forma. In lei, in questo disco, c’è una completezza nuova, una maturità che non ha bisogno di imitare il passato della band ma lo trasforma in qualcos’altro. La sua voce non si impone: accompagna, respira, accende immagini. "Storytime" è l’alba di questo viaggio. Sembr...