Passa ai contenuti principali

Post

GUIDA AL POWER METAL 90'S: PARTE 1

  GLI ANNI '90 "SECONDO NOI" Sono sincero. Per un lungo periodo ho letteralmente ODIATO gli anni '90. Facendo un parallelismo con la vita vissuta, è come quando, dall'età dell'innocenza e della spensieratezza, passi a quella della responsabilità e dei famosi "conti con la realtà". Ci arrivi in mezzo all'improvviso e ti chiedi: ma è proprio necessario? Il fatto è che, nato musicalmente con determinate sonorità, dai per scontato che l'equazione vada avanti per sempre. Niente da fare. Poco importa se, proprio all'inizio di quella decade, iniziai la mia collaborazione con Metal Shock. Non mi piaceva come si era trasformato il mondo dell'heavy metal, e non nascondo che apprezzo di più certi gruppi "alternativi" oggi rispetto ad allora. Li vedevo come fumo negli occhi, come "nemici" di tutto ciò in cui avevo creduto fino ad allora. Patetico? Forse, ma a 25 anni non la pensi come a 57. Almeno nella maggior parte dei casi....
Post recenti

MANOWAR "THE TRIUMPH OF STEEL" (1992)

"The Triumph of Steel" dei Manowar è molto più di un semplice album heavy metal: è una vera e propria epopea sonora, un monumento costruito con acciaio, passione, eroismo e orgoglio. Pubblicato nel 1992, rappresenta uno dei momenti più ambiziosi e coraggiosi della carriera della band, un'opera che non cerca scorciatoie né compromessi ma punta direttamente alla grandezza. Fin dal primo ascolto si percepisce che questo non è un disco pensato per essere consumato rapidamente; è un viaggio che richiede attenzione e partecipazione, capace di trasportare l'ascoltatore in un universo popolato da guerrieri, dèi, battaglie leggendarie e ideali immortali. In questo lavoro i Manowar dimostrano ancora una volta perché siano una delle più grandi band della storia dell'heavy metal: nessun altro gruppo è riuscito a trasformare il linguaggio del metal in qualcosa di così vicino alla mitologia ed alla leggenda, creando un'identità artistica tanto forte quanto inconfondibile. L...

AC/DC "FOR THOSE ABOUT TO ROCK" E LA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI (1981)

Facile, quando parli degli AC/DC, menzionare i soliti "Back In Black" e "Highway To Hell". Oggi contano gli streaming: non tanto degli album, ma delle canzoni singole. Ed è chiaro che determinati brani, diventati ormai iconici, incanalino un flusso impressionante di clic. Bella merda, se mi si passa il francesismo. È finito il tempo in cui ti soffermavi su questo o quel disco per cogliere le sfumature e le progressioni stilistiche da un periodo temporale all'altro. Non è colpa degli AC/DC né di nessun altro gruppo, beninteso, ma di una filiera di ignoranza che passa direttamente dal "produttore al consumatore finale". Siamo nell'era del dio minore Internet, e bisogna accettare la situazione, nel bene e nel male. Se il rapporto vantaggi/svantaggi sia in negativo o in positivo, diventa una considerazione soggettiva e personale. Title-track a parte, da oltre quattro decenni piece conclusiva di ogni show degli AC/DC che si rispetti, "For Those Abo...

OPETH "WATERSHED" (2008)

"Watershed" degli Opeth è un album che dà l'impressione di trovarsi costantemente tra due mondi. Da una parte conserva ancora la forza, la durezza e l'intensità che hanno reso la band una delle realtà più rispettate del metal estremo; dall'altra lascia emergere un gusto sempre più marcato per la melodia, la ricerca atmosferica e la profondità emotiva. E proprio questa tensione continua a rendere il disco così affascinante. Non è un'opera che punta tutto sull'impatto immediato, ma un lavoro che si lascia scoprire lentamente, come un sentiero immerso nella nebbia che rivela nuovi dettagli a ogni passo. L'oscurità di "Watershed" non nasce dalla rabbia o dalla disperazione assoluta. È un'oscurità più sottile, fatta di malinconia, ricordi e riflessioni. Ascoltandolo si ha spesso la sensazione di trovarsi in luoghi abbandonati dal tempo, stanze silenziose dove ogni oggetto sembra conservare una storia dimenticata. Gli Opeth costruiscono atmosfe...

JOURNEY "ESCAPE" (1981)

Se esiste un album capace di racchiudere in poco più di quaranta minuti tutto il sole, l'entusiasmo, i colori e l'ottimismo dei primi anni Ottanta, quello è senza dubbio "Escape" dei Journey. È un disco che sembra nascere all'alba di una giornata perfetta, con il cielo limpido, l'orizzonte sconfinato e la sensazione che qualunque sogno sia ancora possibile. Fin dal primo ascolto si percepisce qualcosa di speciale: non soltanto una raccolta di canzoni straordinarie, ma un'opera che trasmette energia positiva, passione, romanticismo e una fiducia quasi contagiosa nella forza della musica. Nel panorama rock dell'epoca, dove melodie sempre più grandi incontrano produzioni sempre più spettacolari, "Escape" rappresenta una vetta difficilmente eguagliabile, un punto d'incontro perfetto tra cuore, tecnica e ispirazione. La line-up che realizza questo capolavoro è semplicemente da leggenda. Alla voce troviamo il magnifico Steve Perry, una delle pi...

STRATOVARIUS "EPISODE" (1996)

Quando gli Stratovarius pubblicano “Episode” nel 1996, il power metal europeo sta vivendo una fase di crescita straordinaria. Dopo gli anni pionieristici del genere, una nuova generazione di gruppi sta contribuendo a definirne l'identità definitiva. È un periodo di grande fermento creativo, nel quale melodia, tecnica, velocità ed epicità diventano gli elementi fondamentali di uno stile destinato a conquistare migliaia di appassionati in tutto il mondo. In questo contesto, “Episode” non rappresenta semplicemente un nuovo album degli Stratovarius: rappresenta uno dei dischi che hanno contribuito a definire il suono stesso del power metal moderno. Se i lavori precedenti avevano mostrato il talento della band finlandese, è con “Episode” che tutto raggiunge una dimensione superiore. Qui gli Stratovarius trovano finalmente il perfetto equilibrio tra aggressività e melodia, tra virtuosismo e immediatezza. È il disco della consacrazione, quello in cui ogni elemento sembra trovarsi esattame...

QUEENSRYCHE "EMPIRE" (1990)

  Quando i Queensrÿche pubblicano “Empire” nel 1990, si trovano in una posizione particolare. Da una parte c'è il prestigio conquistato con “Operation: Mindcrime”, considerato già allora un capolavoro del progressive metal; dall'altra la necessità di proseguire il proprio percorso artistico senza ripetersi. Il risultato è un album che riesce nell'impresa più difficile: evolvere il proprio linguaggio mantenendo intatta l'identità della band. Eppure, proprio questo successo creativo viene frainteso da una parte della critica e di alcuni fan, che liquidano “Empire” come una svolta radiofonica e commerciale. A distanza di anni, quel giudizio appare riduttivo ed ingeneroso. Certo, le melodie sono più immediate ed alcuni brani possiedono una capacità comunicativa superiore rispetto al passato, ma questo non significa che i Queensrÿche abbiano sacrificato la propria profondità artistica. Al contrario, “Empire” rappresenta il momento in cui la band riesce a fondere complessità,...

DREAM THEATER "METROPOLIS PT 2: SCENES FROM A MEMORY": I RICORDI NON SMETTONO DI SANGUINARE (1999)

Ci sono album che si ascoltano. E poi ci sono album che si vivono. "Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory" dei Dream Theater appartiene alla seconda categoria. Non è semplicemente un disco di progressive metal, né soltanto uno dei lavori più importanti della carriera della band. È un'opera che parla direttamente alle paure più profonde dell'essere umano: il rimpianto, la perdita, il desiderio di comprendere chi siamo davvero e il bisogno di trovare un significato nel dolore. Quando il disco uscì nel 1999, il panorama musicale è dominato da sonorità molto diverse. Eppure i Dream Theater scelgono di percorrere una strada opposta, realizzando un concept album complesso, articolato e profondamente emotivo. Una scelta coraggiosa che non ha lo scopo di conquistare il pubblico più vasto possibile, ma di creare qualcosa destinato a durare nel tempo. La storia segue Nicholas, un uomo che, attraverso sedute di ipnosi, scopre di essere legato ad una vicenda accaduta molti anni ...

THRESHOLD "WOUNDED LAND" (1993)

Nel 1993 il progressive metal è ancora soltanto "un'idea". Che però sta per prendere forma, corpo, e consenso. Troppo presto perché "Images And Words" sparga le proprie spore infettive per il pianeta, ma molti dimenticano che, prima di quella indiscutibile pietra angolare, i Dream Theater avevano già pubblicato un certo "When Dream And Day Unite". Era il 1989, ed in Italia soltanto "il solito" Beppe Riva, col suo fiuto pressoché infallibile, aveva capito che qualcosa di grande stava per accadere. Gli altri, come sempre, sarebbero venuti "dopo", ovvero a conti fatti. C'è poco da "riscrivere la storia dell'hard'n'heavy", come leggo a volte sulle pagine di qualche buontempone: sarebbe sufficiente l'umiltà necessaria di documentarsi ed andare a rileggere quanto fu scritto da certe penne illuminate. Per inciso, toccò ad un certo Trombetti magnificare "Punishment For Decadence" dei Coroner, giusto p...