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DEEP PURPLE "SPLAT!" (2026)

L'avevo già scritto due anni fa, all'uscita dello splendido "=1", che il chitarrista Simon McBride riportava finalmente nei Deep Purple quel tocco hard rock che tanto era mancato ai tempi di Morse. Senza voler mancare di rispetto al sublime Steve, il gruppo necessitava infatti di una "manualità" più decisa, perché il percorso simil-Bolin dell'ex Dixie Dregs aveva esplorato ormai tutto ciò che era possibile in album come "Purpendicular" (1996), il sottovalutato "Bananas" (2003: in realtà sublime per scrittura ed esecuzione formale), e durante il periodo della rinascita commerciale sotto la guida di Bob Ezrin. Il produttore riportava infatti i DP a quote più "normali" di popolarità, grazie ai vari "Now What?!", "Infinite" e "Whoosh", il cui unico difetto era rappresentato da una sovrabbondanza di brani che poteva essere limato in fase di pubblicazione. Gillan e Glover sono concordi nel dire che la...
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OPETH "DELIVERANCE" (2002): IL VOLTO OSCURO DELLA REDENZIONE

Ci sono album che si ascoltano. E poi ci sono album che si attraversano, come una foresta immersa nella nebbia, dove ogni albero custodisce un segreto e ogni passo conduce verso un destino inevitabile. "Deliverance" appartiene a questa seconda categoria. È un monumento di pietra nera, un castello gotico costruito su riff ciclopici, malinconia, ed una sensibilità compositiva che nessun'altra band è riuscita a replicare con la stessa naturalezza. Dopo il trionfo di "Blackwater Park", gli Opeth avrebbero potuto limitarsi a perfezionare la formula che li aveva consacrati. Invece Mikael Åkerfeldt sceglie la strada più difficile: esplorare le due anime opposte della propria musica. Da una parte il buio assoluto di "Deliverance", dall'altra la fragile contemplazione di "Damnation", registrati nello stesso periodo, ma destinati a rappresentare due estremi della medesima visione artistica. Se "Damnation" è il crepuscolo che avvolge il ci...

ASGARD "IMAGO MUNDI" (1993)

Nei primi 90, la WMMS è un'etichetta importante per la musica sostanzialmente underground. "Moooolto underground", direbbe l'Antonio Albanese frequentatore di negozi musicali nel suo film Uomo D'acqua Dolce, durante un esilarante sketch. All'interno del rooster dell'etichetta tedesca, specializzata in progressive, ci sono gli italianissimi Asgard: si tratta anzi di uno dei loro nomi di punta, niente di meno. Dopo tre album in due anni tra il 1991 ed il 1992 ("Gotterdamerung", "Esoteric Poem" ed "Arkana"), nel 1993 tocca ad "Imago Mundi", che inizialmente provoca un pò di scompiglio. Si vocifera infatti di una presunta "svolta metal", che getta nel panico i supporter di chi vorrebbe vedere il genere relegato ad una eterna staffetta del classico Genesis sound. È vero che, in quel periodo, la contaminazione tra prog ed HM vede nel successo dei Dream Theater una papabile via espressiva. Così come corrisponde a ...

OPETH "HERITAGE" (2011): IL CORAGGIO DI CAMBIARE PELLE

Quando nel 2011 gli Opeth pubblicano "Heritage", il mondo del metal progressivo si trova davanti a una delle svolte artistiche più sorprendenti degli ultimi anni. Dopo una carriera costruita su un equilibrio unico tra death metal, progressive, atmosfere oscure e momenti di incredibile delicatezza, la band svedese decide di rompere ogni schema e intraprendere una nuova strada. "Heritage" non è semplicemente un cambio di direzione musicale: è una vera e propria dichiarazione di libertà artistica. Gli Opeth scelgono di lasciare quasi completamente alle spalle il growl e la componente death metal che aveva definito una parte fondamentale del loro percorso, per avvicinarsi con ancora maggiore convinzione al progressive rock degli anni ’70, un universo musicale che Mikael Åkerfeldt ha sempre amato profondamente e dal quale ha tratto ispirazione per anni. Questa scelta, al momento dell’uscita, divide inevitabilmente il pubblico. Molti fan, abituati alla potenza e alla comp...

MONSTERS OF ROCK 1988: L'ANNO IN CUI TUTTO CAMBIÒ

Se è esistito un anno zero per le sorti dell'HM su grande scala in suolo italiano, è giusto riconoscere al Monsters Of Rock 1987 il punto di origine. Come, del resto, abbiamo già avuto modo di celebrare in uno dei primi articoli di questo blog. Se invece vogliamo risalire alla vastità della platea partecipante, credo che nessuno possa contestare all'edizione dell'anno successivo la definitiva consacrazione, persino a livello di mainstream mediatico. Nonostante i vari tentativi di boicottaggio, nemmeno i pennivendoli dei quotidiani di maggiore diffusione riescono a "snobbare" l'evento, ed addirittura i TG nazionali dedicano all'happening metallaro più di una celebrazione.  10 settembre 1988, un'estate ormai alle spalle, ma un caldo torrido ancora presente. Sono successe tante cose, nel frattempo, ovvero da quel fine agosto dell'anno precedente: Guns'n'Roses, Metallica, Def Leppard hanno fatto entrare il "suono duro" nelle case di t...

EMPEROR "IN THE NIGHTSIDE ECLIPSE" (1994)

Emperor – "In the Nightside Eclipse": il momento in cui il black metal raggiunse la sua dimensione epica Quando "In the Nightside Eclipse" vide la luce nel 1994, il black metal norvegese era nel pieno della sua evoluzione. Era un movimento giovane, ribelle e destinato a lasciare un segno profondo nella storia della musica estrema. In quel contesto gli Emperor riuscirono a distinguersi immediatamente, proponendo una visione completamente nuova del genere. Se molte band puntavano principalmente sulla crudezza e sull'impatto sonoro, gli Emperor ampliarono gli orizzonti del black metal trasformandolo in qualcosa di monumentale, atmosferico e profondamente evocativo. Con questo disco dimostrarono che era possibile essere estremi senza rinunciare alla ricchezza compositiva e all'ambizione artistica. L'aspetto forse più sorprendente è che gli artefici di questa rivoluzione erano poco più che ragazzi. Ihsahn, Samoth e gli altri membri della band avevano appena s...

GUIDA AL POWER METAL 90'S: PARTE 2

Imperterriti, proseguiamo il nostro personale ripescaggio storico di un'epoca, un periodo, una storia, che ha sempre avuto fans e detrattori in (quasi) egual misura. Chissà se anche oggi, esattamente come allora, certi gruppi, certi dischi, certi suoni, accenderanno dibattiti ed argomentazioni valide. Ne dubitiamo, visto l'appiattimento intellettuale da tifoseria social, ma noi, nel nostro piccolo, ci proviamo. Avanti con la seconda carrellata di nomi e titoli, dunque. Buon viaggio e buona lettura. THE BIG THING  GRAVE DIGGER "HEART OF DARKNESS" (1995)  Ci sono album che rappresentano semplicemente un nuovo capitolo nella carriera di una band ed altri che, invece, segnano un punto di svolta destinato a cambiare tutto. "Heart Of Darkness", pubblicato nel 1995, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. È un disco che nasce in un periodo di trasformazione per i Grave Digger, una formazione ormai temprata da anni di battaglie nel panorama heavy metal e...

GUIDA AL POWER METAL 90'S: PARTE 1

  GLI ANNI '90 "SECONDO NOI" Sono sincero. Per un lungo periodo ho letteralmente ODIATO gli anni '90. Facendo un parallelismo con la vita vissuta, è come quando, dall'età dell'innocenza e della spensieratezza, passi a quella della responsabilità e dei famosi "conti con la realtà". Ci arrivi in mezzo all'improvviso e ti chiedi: ma è proprio necessario? Il fatto è che, nato musicalmente con determinate sonorità, dai per scontato che l'equazione vada avanti per sempre. Niente da fare. Poco importa se, proprio all'inizio di quella decade, iniziai la mia collaborazione con Metal Shock. Non mi piaceva come si era trasformato il mondo dell'heavy metal, e non nascondo che apprezzo di più certi gruppi "alternativi" oggi rispetto ad allora. Li vedevo come fumo negli occhi, come "nemici" di tutto ciò in cui avevo creduto fino ad allora. Patetico? Forse, ma a 25 anni non la pensi come a 57. Almeno nella maggior parte dei casi....