Con gli Overkill non si entra semplicemente in un disco: si varca una soglia che porta dentro un mondo dove tutto è più duro, più caldo, più feroce del normale. Come se il thrash diventasse materia viva che respira, graffia e non ti lascia mai davvero uscire; "The Years of Decay" è proprio il punto in cui questa forza prende forma definitiva, diventa massiccia, ragionata e, allo stesso tempo, completamente fuori controllo. Un equilibrio raro, tra intelligenza e pura aggressione, che sembra fatto apposta per travolgerti Bobby Blitz qui è una creatura in stato di combustione continua: non interpreta ma sputa energia, rabbia e ironia velenosa, come se ogni frase fosse l'ultima. E proprio questo lo rende irresistibile, mentre il chitarrista Bobby Gustafson costruisce riff che non sono semplici accompagnamento, ma veri e propri colpi d’ascia, secchi, precisi, affilati, che danno al disco quella sensazione di attacco frontale costante, senza mai lasciare spazio al respiro Sotto...
"Cause Of Death" degli Obituary è un corpo che non ha finito di decomporsi, e che continua ad emanare suono come se la morte fosse un processo ancora in corso, non un punto d’arrivo. Non c’è estetica qui, c’è materia organica che marcisce e diventa musica. Siamo nel 1990, dentro la scena della Florida, dove il death metal non è ancora un genere definito con precisione, ma una forma di sopravvivenza sonora estrema, sporca, senza igiene emotiva. "Cause of Death" non concede nulla. Non alleggerisce, non apre spiragli. Ogni brano è un blocco compatto di peso che non si muove verso di te, ma ti schiaccia lentamente, come se il tempo stesso avesse deciso di diventare una massa unica e opprimente. Brani come “Infected”, “Chopped In Half”, “Dying”, “Circle Of The Tyrants” (cover dei Celtic Frost), “Find The Arise”, “Memories Remain” e soprattutto “Cause Of Death” non sono composizioni, sono condizioni fisiche. Non li ascolti, li subisci. I riff non evolvono, insistono. Si r...