Mayhem vanno al di là di semplici meriti artistici. La loro famigerata storia sconfina infatti in ambiti che, con la musica in sé e per sé, hanno ben poco a che fare. Omicidi, chiese bruciate, libri che ne ripercorrono le efferatezze, addirittura un film mainstream a loro dedicato. O almeno ai fatti più cruenti tramandati come se si trattasse di leggenda, e non di atti criminali. Gli episodi successivi alla pietra angolare "De Mysteriis Dom Sathanas", unica testimonianza con i due protagonisti Euronymous e Vikernes (rispettivamente vittima e carnefice), hanno dato spazio ai dibattiti più disparati. C'è chi sostiene la tesi del "si sono sciolti quarant'anni fa", esattamente dopo la faida tra Aarseth ed il "Conte", chi invece concede diritto di asilo discografico anche a tutto il resto. Comunque la si pensi, per onestà intellettuale occorrerebbe partire da un postulato, credo, incontestabile: nel bene o nel male, nessuno suona come i Mayhem. "L...
So far, so good e soprattutto so what, avrebbe detto il Dave Mustaine dei tempi d'oro. E lontano i Megadeth sono andati sicuramente: sulla "bontà", invece, molti avrebbero da ridire, tra uscite criticate o addirittura derise, ed altre considerate universalmente capisaldi del thrash e dell'HM in generale. Ora è arrivato il momento di dire basta, con il classico album autointitolato che vorrebbe condensare, in circa quarantacinque minuti, l'essenza di una carriera quarantennale. "Dystopia" e "The Sick, The Dying And The Dead" avevano riportato il gruppo su livelli probabilmente insperati, grazie anche al decisivo contributo di un Kiko Loureiro fenomenale, in grado di rispolverare fasti dell'antico passato. Il tutto senza scimiottare questo o quello, visto che sono passati tanti illustri solisti alla corte di Mustaine: Poland, Friedman, Pitrelli, giusto per citarne alcuni. Toccherà invece al chitarrista finlandese Teemu Maantysari (ex Wintersu...