“The Great Southern Trendkill” anno domini 1996: un disco che, già dal titolo volutamente provocatorio, si presenta come uno dei capitoli più estremi, cupi e divisivi della loro carriera. Quando arriva questo album, i Pantera sono già una forza dominante del groove metal, grazie ai successi di “Cowboys from Hell” e “Vulgar Display of Power”. Proprio per questo, le aspettative sono altissime. Però la band decide di non ripetersi ed anzi di spingere ancora più in là il lato aggressivo, rabbioso e psicologicamente instabile del proprio sound. Il risultato è un disco meno “immediato” rispetto ai precedenti, più frammentato e spigoloso, registrato anche in un periodo di forti tensioni interne, con parte delle registrazioni vocali di Phil Anselmo fatte a distanza dal resto della band. Il contesto è fondamentale: metà anni ’90, il metal tradizionale sta perdendo centralità nelle classifiche, il grunge ha già cambiato il panorama musicale e il pubblico è più diviso. In questo clima, un disco c...
"One Second" è uno di quei dischi che non si limitano a segnare una fase, ma la mettono in discussione. Quando i Paradise Lost lo pubblicano, nel 1997, arrivano da una traiettoria ben definita: sono tra i nomi chiave del gothic/doom metal, con sonorità lente, pesanti e profondamente malinconiche. Sarebbe facile continuare su quella strada, magari raffinandola. Invece loro scelgono una deviazione netta. Il contesto di fine anni ’90 aiuta a capire la portata della scelta: il metal sta cambiando, molte band sperimentano contaminazioni elettroniche o alternative, ma spesso senza abbandonare del tutto le proprie radici. "One Second", invece, rappresenta quasi una rifondazione. I riff vengono messi in secondo piano, i sintetizzatori prendono spazio, e la voce di Nick Holmes si sposta verso un registro più pulito e controllato, rinunciando quasi del tutto all’aggressività del passato. La title track "One Second" è l’ingresso perfetto in questo nuovo mondo: una ba...