Arrivato ad un punto di rottura, Michael Schenker sente che è arrivato il momento di dare una svolta decisa. È il 1987, "Hysteria" e l'omonimo "Whitesnake" hanno tracciato il solco maestro. Vuoi abbracciare il grande pubblico col caloroso abbraccio della tua musica? Devi fare i conti con la "radio star", anche se i Buggles ne avrebbero decretato la scomparsa a causa dei videoclip. Poco importa il format: se non hai le sonorità giuste, le melodie appropriate e, perchè no, un'etichetta che ti supporta e ti spinge, non vai da nessuna parte. Difficile, per il chitarrista tedesco, tornare a fare la voce grossa con l'hard rock 70's degli UFO o dei primi MSG. Gary Barden e Graham Bonnet sono ormai dei "vecchi arnesi", la cui meritata fama non sembra sufficiente a garantire un adeguato appeal presso la nuova audience hard'n'heavy. Soprattutto se targata USA. "Built To Destroy" del 1983 era stato un mezzo disastro, ed anc...
Il 1985 è un anno fondamentale per il rock. L'esplosione di MTV ha cambiato il modo di ascoltare e di vivere la musica, il glam e l'hard melodico dominano le classifiche e l'immagine sembra ormai importante quanto il talento. In questo scenario le Heart, dopo alcuni anni difficili sul piano commerciale, decidono di ripartire con un album destinato a diventare uno dei simboli del rock americano degli anni Ottanta. "Heart" non è soltanto un disco omonimo: è una rinascita artistica, una dichiarazione di forza, e la dimostrazione che una grande band è capace di reinventarsi senza perdere la propria anima. Pur affidandosi ad una produzione moderna e scintillante, perfettamente in linea con i tempi, le Heart conservano ciò che le ha sempre rese speciali: melodie ricercate, arrangiamenti solidissimi, chitarre che alternano potenza e raffinatezza e soprattutto una capacità compositiva fuori dal comune. Ogni brano è costruito con intelligenza, ogni ritornello arriva al mom...