"Cause Of Death" degli Obituary è un corpo che non ha finito di decomporsi, e che continua ad emanare suono come se la morte fosse un processo ancora in corso, non un punto d’arrivo. Non c’è estetica qui, c’è materia organica che marcisce e diventa musica. Siamo nel 1990, dentro la scena della Florida, dove il death metal non è ancora un genere definito con precisione, ma una forma di sopravvivenza sonora estrema, sporca, senza igiene emotiva. "Cause of Death" non concede nulla. Non alleggerisce, non apre spiragli. Ogni brano è un blocco compatto di peso che non si muove verso di te, ma ti schiaccia lentamente, come se il tempo stesso avesse deciso di diventare una massa unica e opprimente. Brani come “Infected”, “Chopped In Half”, “Dying”, “Circle Of The Tyrants” (cover dei Celtic Frost), “Find The Arise”, “Memories Remain” e soprattutto “Cause Of Death” non sono composizioni, sono condizioni fisiche. Non li ascolti, li subisci. I riff non evolvono, insistono. Si r...
Quando i Sodom scatenano "M-16", non consegnano al mondo un semplice disco: rilasciano un’arma carica, un rapporto di guerra scritto con il sangue e inciso nel metallo. È il 2001, un anno che segna una frattura nella storia contemporanea: tensioni geopolitiche che ribollono, conflitti pronti a esplodere, ed un’umanità che entra nel nuovo millennio senza aver mai davvero dismesso l’istinto alla distruzione. In questo clima, "M-16" non è solo attuale: è necessario. Il concept del disco affonda le mani nella Guerra del Vietnam, ma non si limita a raccontarla: la ricostruisce, la fa respirare. La giungla diventa suono, il napalm diventa ritmo, la paura diventa carne viva. Ogni traccia è un frammento di combattimento, ogni riff una raffica, ogni pausa un battito accelerato prima dell’impatto. L’apertura con "Among The Weirdcong" è un’imboscata perfetta. Non c’è introduzione, non c’è avvertimento: vieni trascinato nella giungla, dove il nemico è invisibile e il ...