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QUEENSRYCHE "EMPIRE" (1990)

  Quando i Queensrÿche pubblicano “Empire” nel 1990, si trovano in una posizione particolare. Da una parte c'è il prestigio conquistato con “Operation: Mindcrime”, considerato già allora un capolavoro del progressive metal; dall'altra la necessità di proseguire il proprio percorso artistico senza ripetersi. Il risultato è un album che riesce nell'impresa più difficile: evolvere il proprio linguaggio mantenendo intatta l'identità della band. Eppure, proprio questo successo creativo viene frainteso da una parte della critica e di alcuni fan, che liquidano “Empire” come una svolta radiofonica e commerciale. A distanza di anni, quel giudizio appare riduttivo ed ingeneroso. Certo, le melodie sono più immediate ed alcuni brani possiedono una capacità comunicativa superiore rispetto al passato, ma questo non significa che i Queensrÿche abbiano sacrificato la propria profondità artistica. Al contrario, “Empire” rappresenta il momento in cui la band riesce a fondere complessità,...
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DREAM THEATER "METROPOLIS PT 2: SCENES FROM A MEMORY": I RICORDI NON SMETTONO DI SANGUINARE (1999)

Ci sono album che si ascoltano. E poi ci sono album che si vivono. "Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory" dei Dream Theater appartiene alla seconda categoria. Non è semplicemente un disco di progressive metal, né soltanto uno dei lavori più importanti della carriera della band. È un'opera che parla direttamente alle paure più profonde dell'essere umano: il rimpianto, la perdita, il desiderio di comprendere chi siamo davvero e il bisogno di trovare un significato nel dolore. Quando il disco uscì nel 1999, il panorama musicale è dominato da sonorità molto diverse. Eppure i Dream Theater scelgono di percorrere una strada opposta, realizzando un concept album complesso, articolato e profondamente emotivo. Una scelta coraggiosa che non ha lo scopo di conquistare il pubblico più vasto possibile, ma di creare qualcosa destinato a durare nel tempo. La storia segue Nicholas, un uomo che, attraverso sedute di ipnosi, scopre di essere legato ad una vicenda accaduta molti anni ...

THRESHOLD "WOUNDED LAND" (1993)

Nel 1993 il progressive metal è ancora soltanto "un'idea". Che però sta per prendere forma, corpo, e consenso. Troppo presto perché "Images And Words" sparga le proprie spore infettive per il pianeta, ma molti dimenticano che, prima di quella indiscutibile pietra angolare, i Dream Theater avevano già pubblicato un certo "When Dream And Day Unite". Era il 1989, ed in Italia soltanto "il solito" Beppe Riva, col suo fiuto pressoché infallibile, aveva capito che qualcosa di grande stava per accadere. Gli altri, come sempre, sarebbero venuti "dopo", ovvero a conti fatti. C'è poco da "riscrivere la storia dell'hard'n'heavy", come leggo a volte sulle pagine di qualche buontempone: sarebbe sufficiente l'umiltà necessaria di documentarsi ed andare a rileggere quanto fu scritto da certe penne illuminate. Per inciso, toccò ad un certo Trombetti magnificare "Punishment For Decadence" dei Coroner, giusto p...

NIGHTWISH "YESTERWYNDE" (2024)

"Yesterwynde" è un album sontuoso, stratificato e profondamente malinconico. Più che un disco metal tradizionale, sembra una colonna sonora per un viaggio attraverso il tempo, la memoria e l'eredità dell'umanità. È il capitolo conclusivo della trilogia iniziata con "Endless Forms Most Beautiful" e proseguita con "Human. :II: Nature", dedicata ai temi della natura, dell'evoluzione e del posto dell'uomo nell'universo. Fin dal primo ascolto emerge la visione di Tuomas Holopainen: orchestrazioni gigantesche, cori maestosi, strumenti folk e una scrittura che guarda più alla narrazione e all'emozione che all'impatto immediato. Non è un album costruito per conquistare al primo ascolto con ritornelli facili o esplosioni di energia; è un'opera che chiede tempo, attenzione e coinvolgimento. Ogni brano sembra essere parte di un mosaico più grande, un racconto che prende forma lentamente e che rivela nuovi dettagli a ogni ascolto. Brani...

DIMMU BORGIR "GRAND SERPENT RISING": IL TRIONFO DI CHI HA SMESSO DI CHIEDERE APPROVAZIONE (2026)

Ci sono album che vengono pubblicati. E poi ci sono album che arrivano come manifesti, come dichiarazioni di esistenza, come monumenti eretti contro il tempo e contro l'oblio. "Grand Serpent Rising" appartiene a questa seconda categoria. Non perché rivoluzioni il linguaggio dei Dimmu Borgir. Non perché voglia reinventare il black metal sinfonico. Ma perché possiede una qualità molto più rara: la consapevolezza della propria grandezza. Da oltre tre decenni i Dimmu Borgir vivono in una posizione unica. Sono stati osannati, detestati, imitati, accusati, celebrati e continuamente messi sotto processo. Hanno assistito alla nascita e alla scomparsa di intere generazioni di gruppi. Hanno visto cambiare il volto del metal estremo più volte. Eppure sono ancora qui. E forse è proprio questa permanenza a disturbare qualcuno. Perché la storia del gruppo è una smentita vivente di molte convinzioni che una parte della scena ha cercato di difendere per anni. Secondo alcuni, il black met...

NIGHTWISH "IMAGINAERUM" (2011)

"Imaginaerum" dei Nightwish è un album che non si ascolta soltanto: si attraversa, come si attraversa un sogno che non chiede permesso e ti prende per mano senza spiegarti dove stai andando. È il 2011, e la mente di Tuomas Holopainen costruisce qualcosa che va oltre la musica: un universo intero fatto di memoria, infanzia, tempo che si piega e si rompe. Qui tutto nasce da un’idea semplice e insieme impossibile: cosa resta di noi quando ricordiamo? E cosa succede quando i ricordi smettono di essere fedeli e diventano immaginazione? Dentro questo mondo, la voce di Anette Olzon diventa luce e nebbia insieme. Non è più soltanto interprete: è narratrice, spirito che guida dentro stanze emotive che cambiano forma. In lei, in questo disco, c’è una completezza nuova, una maturità che non ha bisogno di imitare il passato della band ma lo trasforma in qualcos’altro. La sua voce non si impone: accompagna, respira, accende immagini. "Storytime" è l’alba di questo viaggio. Sembr...

AEROSMITH "PUMP" (1989)

Quando "Pump" esce nel 1989, gli Aerosmith non sono più soltanto una leggenda sopravvissuta agli anni Settanta: sono una band rinata. Dopo aver attraversato droga, crisi interne, cadute artistiche ed il rischio concreto di sparire, Steven Tyler e Joe Perry riescono in qualcosa che sembrava impossibile: tornare al centro del rock mondiale senza sembrare nostalgici. In un’epoca dominata dall’hard rock patinato e dall’estetica MTV, "Pump" arriva come un disco enorme, pieno di energia, ma con un’anima molto più profonda di quanto il pubblico si aspettasse. Ed è proprio questo il segreto dell’album: sotto i riff giganteschi, sotto la sensualità e l’ironia tipiche degli Aerosmith, c’è una tensione emotiva continua. "Pump" è un disco che ride, provoca, seduce… ma che a tratti sa anche fare male. Steven Tyler è il centro assoluto di questa esplosione. Qui raggiunge forse il punto più completo della sua carriera. Non è solo il frontman eccessivo e teatrale che tutt...

JOHN CORABI "NEW DAY" (2026)

Sembra incredibile, ma "New Day" rappresenta l'esordio solista di John Corabi. Tra i The Scream, la comparsata con i Motley Crue nello strepitoso album omonimo del 1994, la sporadica parentesi degli Union, le "schitarrate" live ben retribuite con i Ratt, ed infine l'eccellente presenza nei The Dead Daisies, è solo oggi che il cantante americano firma la sua prima opera d'autore. Nel film The Dirt, la sua figura esce decisamente malconcia, quasi si trattasse del primo imbecille trovato per strada e messo dietro al microfono di una delle band più rappresentative degli 80's. La realtà è ben altra. Non solo quell'album dei Motley Crue resta un gioiello di inestimabile valore, ma rimane probabilmente l'unica testimonianza di un gruppo "hair metal" alle prese con qualcosa "d'altro". Chi ha vissuto quel periodo sa benissimo che tutti ci provarono e che tutti fallirono. Tutti tranne loro. Ed il merito va circoscritto proprio a...

GUNS'N'ROSES "APPETITE FOR DESTRUCTION" (1987): QUANDO IL ROCK SMISE DI FARSI BELLO E TORNÒ A SPORCARSI LE MANI

Ci sono album che nascono per diventare classici. E poi ci sono album che sembrano nati per sopravvivere alla notte. "Appetite For Destruction" dei Guns N' Roses non è un disco che dà l’idea di essere stato registrato in studio: sembra registrato in un vicolo, alle quattro del mattino, con l’odore di alcol addosso, le scarpe consumate e la sensazione costante che, da un momento all'altro, possa partire una rissa. Nel 1987 il rock americano sta diventando troppo pulito per essere davvero pericoloso. Ci sono capelli cotonati, giacche leopardate, videoclip lucidissimi e band che sembrano uscite più da un salone di bellezza che da un garage. Il Sunset Strip di Los Angeles è pieno di gruppi che giocano a fare i maledetti. I Guns, invece, maledetti sembrano esserlo davvero. Ed è questa la differenza enorme che si sente ancora oggi ascoltando “Appetite for Destruction”: non è costruito. Non prova a imitare il caos. È caos. Quando parte “Welcome to the Jungle”, sembra di esse...

CINDERELLA "LONG COLD WINTER" (1988)

Uscito nel 1988, "Long Cold Winter" è il secondo album dei Cinderella e rappresenta un importante punto di svolta nella loro carriera. Dopo il successo commerciale del debutto "Night Songs" (1986), noto per il suo glam metal vistoso ed il forte impatto da MTV, la band sente l’esigenza di mostrare una maturità artistica maggiore, senza perdere di vista la propria energia da "arena hard rock". L’album riflette perfettamente questo equilibrio tra leggerezza visiva e profondità musicale: i Cinderella dimostrano infatti di voler essere più di una semplice band glam, abbracciando influenze blues e sonorità più cupe. Tom Keifer e la band si trovano in un momento di grande pressione creativa. Il successo di "Night Songs" ha prepotentemente alzato le aspettative dei fan e dell’etichetta discografica. Keifer, che già soffre di problemi alle corde vocali (una difficoltà che avrebbe segnato la sua carriera negli anni successivi),  riesce comunque a registrar...