"Nemesis Divina" esce nel 1996: è il momento in cui il black metal smette di essere soltanto ribellione, scandalo e caos, e si trasforma in qualcosa di più antico e pericoloso. Un sistema, una visione, una regalità oscura che non ha bisogno di giustificarsi. Quando esce, la Norvegia ha già visto bruciare le sue chiese, ha già sentito il rumore della cronaca e della paura; ma qui, tra queste tracce, non c’è più fretta né isteria. C’è controllo. C’è volontà. I Satyricon arrivano a questo punto dopo aver attraversato il lato più grezzo del genere, e decidono di fare qualcosa che molti non avevano ancora dimostrato il coraggio o la lucidità di fare: ordinare il caos senza spegnerlo. Non addomesticare la furia, ma incanalarla. Non disperdere il gelo sonoro, ma scolpirlo. Al centro di tutto c’è Satyr, figura che qui assume i contorni di un architetto più che di un musicista. Le sue chitarre non sono semplici riff: sono colonne, archi, corridoi sonori che guidano chi ascolta dentro ...
Mai giudicare un libro dalla copertina o, in questo caso, un disco dall'artwork. Difficilmente ricordo una presentazione grafica peggiore rispetto a quella di "Hanging In The Balance", album con cui i Metal Church rispondono ancora presente nel 1993 nonostante lo tsunami grunge, che sta spazzando via tutti i rimasugli legati alla decade precedente. Passare dalla Epic alla Blackheart Records di Joan Jett (verrà poi recuperato in Europa attraverso Rising Sun Productions) non è esattamente una passeggiata, ma il brutale ridimensionamento discografico rappresenta un gramo destino che coinvolge molte star degli 80's. Specialmente negli USA, è bene precisarlo: troppo vacuo il flanella-rock di Seattle per conquistare anche il pubblico europeo. Grandi nomi a parte, tipo Pearl Jam o Alice In Chains. E non cito questi ultimi a caso, visto che Jerry Cantrell compare in qualità di ospite nell'assolo della traccia d'apertura "Gods Of Second Chance". Ed è proprio ...