"Slippery When Wet" o no, la storia dei Bon Jovi sarà sempre legata all'esplosione di una delle sue hit più famose: "Runaway". La storia (che non va riscritta come sostiene qualcuno) racconta che il pezzo viene pubblicato in una compilation locale, e che i fans tempestano di telefonate le radio affinché venga trasmessa in modo massiccio. Detto, fatto. Il primo album omonimo che ne consegue, trascinato ovviamente dalla canzone succitata, diventa un grande successo, ed ancora oggi viene giustamente considerato uno dei massimi AOR classics di sempre, nonché un'icona degli 80's da bere. Discorso un pò diverso per "7800 Fahrenheit", atteso follow up di un esordio così brillante: chi c'era, lo sa. L'album è accolto tiepidamente da Kerrang!, mentre le pagine di "Hard & Heavy" (ai tempi unica rubrica ufficiale specializzata) lo incoronano addirittura disco del mese tramite la penna illuminata di Beppe Riva. Al di là dei gusti, che...
Ci sono dischi che appartengono alla storia della musica; e poi ce ne sono altri che sembrano essere partoriti direttamente dal lato più oscuro di quella stessa storia. “De Mysteriis Dom Sathanas” dei Mayhem appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Uscito nel 1994, nel pieno della stagione più feroce e controversa del Black Metal norvegese, questo album arriva in un ambiente underground dove la musica non è soltanto "musica": è provocazione, rifiuto, culto dell'oscurità, e volontà di distruggere ogni legame con ciò che viene considerato convenzionale e/o rassicurante. I Mayhem, in questo scenario, non si limitano a partecipare alla tempesta: la trasformano in un monumento. Dietro questo disco c'è una storia segnata dalla tragedia, dalla morte di Dead all'assassinio di Euronymous, fino alle vicende che sconvolgono la "Norway scene" dei primi anni Novanta. Ma, una volta premuto play, tutto questo diventa quasi secondario. Perché ciò che rimane è la...