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KREATOR "KRUSHERS OF THE WORLD" (2026)

Kreator hanno vissuto diverse fasi nella loro ormai quarantennale carriera, periodi stilistici che non hanno nascosto diverse incongruenze, spacciate per aperture verso nuovi orizzonti. Balle, con tutto il rispetto che nutro verso il signor Mille Petrozza (almeno fino a "Renewal"); dietro alle belle parole, a mio avviso, si è sempre nascosta una scaltra dose di sana "paraculaggine". Il nuovo corso, orientato verso un suono tendente al power metal più che al thrash dura in realtà da diversi album, ed il nuovo "Krushers Of The World" non fa purtroppo eccezione. Detto in soldoni, si può affermare che si tratta di un brutto disco? Assolutamente no. Semmai insignificante e soprattutto senz'anima, il che è ancora peggio. "Gods Of Violence" e "Hate Uber Alles", almeno per quanto mi riguarda, sono passati via senza colpo ferire, e temo che la medesima sorte toccherà (parlo sempre in maniera soggettiva) a questa collezione di nuove canzoni. So che il sentimento non verrà magari condiviso, ma chi si è innamorato dei Kreator sporchi e cattivi datati anni 80, quelli compresi tra "Endless Pain" ed "Extreme Aggression", col capolavoro "Pleasure To Kill" nel mezzo, difficilmente si lascerà conquistare da "Krushers Of The World". Anticipo le contestazioni di chi sosterrà che sono passate quattro decadi. Vero. Ma sinceramente non posso associare la parola "catchy" agli autori di "Terrible Certainty". Sarebbe come passare da Elisabetta Canalis a Vladimir Luxuria. I Kreator post "Phantom Antichrist" suonano precisi, super tecnici, melodici: la produzione è quel "pastone" di potenza fasulla che piace tanto a Nuclear Blast, eppure i Possessed di "Revelations Of Oblivion" avevano dimostrato che si può ancora suonare thrash metal spartano e buzzurro. Basta volerlo. Petrozza e Ventor optano invece per brani strutturati appositamente ad una fruizione immediata, nel senso che le partiture accattivanti prendono il sopravvento sulla velenosa acidità della proposta originaria. Se sono i "vostri" Kreator, oppure i Kreator che preferite, l'album non deluderà affatto le attese. Se invece desiderereste qualcosa di più genuinamente ignorante, in linea col glorioso passato (remoto), si può passare oltre: non credo che "Krushers Of The World" possa ambire a vita lunga nel lettore. La normalità che diventa "terribile certezza". 
ALESSANDRO ARIATTI 

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