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L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERIKA



Sul finire degli anni 80, in piena esplosione Roxette, sempre in Svezia sale alla ribalta una ragazzina che di nome fa Erika, e di cognome Norberg. I più attenti "followers" della scena melodic rock/AOR la ricorderanno in particolare per essere stata la signora Malmsteen, nel primo dei tre matrimoni di sua maestà Yngwie. La bionda cantante scandinava nasce il 2 gennaio 1967 nella cittadina di Skelleftea, paesone di circa 30.000 anime nel nord della Svezia. Già in tenera età, Erika si rivela un talento precoce, cantando per una punk band locale, e successivamente si segnala per la collaborazione con altre piccole realtà quali Hardware ed Algerroad. Una volta trasferitasi nella capitale Stoccolma, ottiene il suo primo contratto a soli 15 anni, che le apre le strade per il contest nazionale Rock SM. Dopo esperienze nei Moria e nei Dutchess, per la Norberg arriva il grande momento: la firma di un deal decisamente munifico con Lionheart Records, nonché la realizzazione del primo singolo/45 giri "Together We're Lost". La canzone vola al primo posto delle classifiche svedesi, col suo carico di AOR/pop rock tipico dell'epoca, tra riferimenti alle Heart ed ai succitati Roxette. Non dimentichiamoci che sono anche gli anni degli Europe, e nel paese quel tipo di sonorità risulta particolarmente popolare.


Il successo del brano spalanca le porte alla realizzazione del primo vero album da studio, che esce nel 1990 col titolo di "Cold Winter Nights", evidentemente ispirato al rigido clima invernale della Scandinavia. Nel frattempo, Erika si unisce in matrimonio col già menzionato Yngwie Malmsteen, che partecipa al disco sparando un assolo dei suoi nella song "Emergency". Oltre alla già affermata "Together We're Lost", il 33 giri contiene tracce squisitamente accattivanti come "Heavenly", "Hurting So Bad" e "Line Of Fire". Il confine tra AOR e pop rock appare molto labile, ma si tratta di una caratteristica comune a molti interpreti del genere in quegli anni, specialmente se di sesso femminile. Il riscontro è talmente lusinghiero che, per il successivo lavoro da studio, vengono chiamati addirittura Jack Ponti e Vic Pepe, ovvero i deus ex machina dei brani più radiofonici contenuti in "Trash" di Alice Cooper. "In The Arms Of A Stranger" esce nel 1991, e mostra infatti un suono più internazionale e meno "swedish", grazie a canzoni come la title-track, "Rock Me Into Heaven" e "Wake Me Up When The House Is On Fire", nelle quali si sente fortemente l'influenza dei due compositori succitati. Purtroppo l'album non vende quanto ci si sarebbe aspettato, anche perché nel frattempo il mainstream accarezza altri lidi sonori. 



Il bel faccino di Erika, che campeggia su entrambe le copertine, è sicuramente un invitante biglietto da visita, ma quello che preme sottolineare in questa sede è soprattutto la qualità del songwriting mostrato sui due dischi. Dopo "In The Arms Of A Stranger", la carriera della Norberg prosegue, ovviamente in termini più contemporanei, fino ai giorni nostri. Tuttavia, siccome questo è un blog che rispecchia le preferenze del suo autore, preferisco fermarmi qui.





ALESSANDRO ARIATTI 

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