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KISS "ANIMALIZE" (1984)



Nonostante "Lick It Up", con la sorpresa visiva dei Kiss senza maschera, riproponga il nome del gruppo su livelli consoni, il sodalizio con Vinnie Vincent dura poco. Il chitarrista, a cui va indubbiamente riconosciuto il merito di aver aggiornato il suono ormai vintage di Stanley/Simmons, lascia la band per ragioni non ancora ben chiarite. Lui tira in ballo i dollari, Gene parla di condotta immorale. Qualunque sia la causa scatenante, resta il fatto che i Kiss si trovano nuovamente "without guitarist". Negli anni 80, è Paul ad occuparsi principalmente del brand Kiss, mentre il partner sembra dedito ad altri business, cinema e produzioni in primis. Viene recapitata a Stanley una cassetta con le registrazioni di un certo Mark Norton, ed il volpone capisce subito che si trova davanti la sei corde giusta. Ribattezzato Mark St. John, il signor Norton si trova così catapultato nelle sessioni di registrazione del seguito di "Lick It Up", un album che deve confermare il ritorno dei Kiss a livello mainstream che conta. In realtà non è tutto rose e fiori, sembra anzi che il rapporto tra Simmons e St. John non sia affatto idilliaco: del resto, il coinvolgimento del primo è limitato al minimo indispensabile, quindi c'è ben poco da recriminare. Almeno da parte sua. "Heaven's On Fire", il primo singolo/video, vede la collaborazione tra Stanley e Desmond Child, ed il risultato è così buono che, dopo averla ascoltata, Bon Jovi vuole assolutamente il songwriter ad affiancarlo per la composizione del suo prossimo album. Nientepopodimeno che "Slippery When Wet": praticamente niente "You Give Love A Bad Name" senza "Heaven's On Fire". Ma "Animalize" non è solo questo straordinario hit, ce n'è un pò per tutti i gusti del pubblico heavy metal, diventato improvvisamente il nuovo punto di riferimento per i Kiss. Il dinamismo di "I've Had Enough (Into The Fire)", con il drumming rutilante di Eric Carr, "Burn Bitch Burn" che suona come una "Fits Like A Glove" ripulita dagli eccessi heavy di "Lick It Up", la sincopata "Get All You Can Take" col suo appeal stradaiolo. Il look post atomico alla Motley Crue di "Shout At The Devil", già sostanzialmente sdoganato nei videoclip di accompagnamento all'album precedente, trova continuità nelle foto del retrocopertina, anche se viene aggiunto un tocco maggiormente glamour. "Lonely Is The Hunter" recupera certe sonorità 70's, alla "Cold Gin", tuttavia la ritmica dinoccolata viene trattata da una produzione tipicamente (hair) metal. "Under The Gun" pare addirittura figlia dei Judas Priest, mentre "Thrills In The Night" cita apertamente "Rock You Like A Hurricane" (Scorpions). "Animalize", grazie anche ai passaggi continuati di "Heaven's On Fire", riconsegna i Kiss a posizioni di rilievo. Purtroppo Mark St. John abbandona il gruppo pochi mesi dopo l'uscita di "Animalize", per un problema invalidante che non gli consente di suonare la chitarra durante il tour. Entrerà Bruce Kulick, destinato invece ad una lunga permanenza alla corte di Stanley e Simmons. 


ALESSANDRO ARIATTI



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