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PSYCHO MOTEL "STATE OF MIND" (1996)


 

Adrian Smith non fa più parte della Iron Maiden family da sette anni, esattamente dopo il tour mondiale di "Seventh Son Of A Seventh Son". Arriviamo al 1995, ma nel frattempo non è che abbia combinato molto, una volta lontano dall'ala protettrice di Steve Harris. Si ok, c'è stato quel "Silver And Gold" firmato come ASAP nel 1989: ma alla brillantezza compositiva non è corrisposto un'adeguato riconoscimento popolare. E se quel disco rincorreva il mito della L.A. da bere, i mid 90's presentano ben altre "icone" sul piedistallo del rock. Soundgarden, Pearl Jam, Alice In Chains ma, avendo comunque seguito il filone, ricordo anche altre entità certamente meno altisonanti eppure altrettanto valorose come Candlebox, Sweet Water, My Sister's Machine. Forse è proprio quest'ultimo il nome maggiormente accostabile al nuovo progetto di Adrian, Psycho Motel, con quel suono ruvido e grezzo, ma allo stesso tempo scevro da certe lagne ciondolanti ed incorporate al Seattle Sound. Merito certamente del songwriting di Smith, ma anche del cantante Hans-Olav Solli, ex voce degli AOR-sters Sons Of Angels, autori di un debutto omonimo memorabile che consiglio caldamente a tutti i followers di quel suono. Una canzone di "State Of Mind" spicca nettamente su tutte, ovvero l'autocitazionista "Psycho Motel", con quel riff Zeppeliniano ed una ritmica frastornante. Ma l'album si fa apprezzare anche per le dinamiche simil-"Black Album" (Metallica) di "World's On Fire", per l'asciutta opener 'Sins Of Your Father" ed un'acustica"Western Shore" che cita nuovamente il Dirigibile. "Time Is A Hunter" abbassa brutalmente il tempo, affidandosi ad un simil-doom che si inserisce tra i Black Sabbath di "Electric Funeral" ed i soliti Zeps di "Dazed And Confused". Non male "Rage" e "Killing Time" col loro mood "Seattle wannabe" tutto sommato gradevole, tuttavia l'hard rock crudo e puro di "Money To Burn" alza nuovamente l'asticella della qualità. Dopo una "City Of Light" che vaga nella terra di nessuno, tra vintage e modernismo (dell'epoca), "Excuse Me" chiude i giochi come se si trattasse di un pezzo dei Nirvana suonato (e cantato) decentemente. Gli Psycho Motel replicheranno con un secondo album dal titolo "Welcome To The World" (1997), dove Solli verrà sostituito da Andy Makin, scelto per la sua modalità di scrivere le lyrics, a detta di Smith "più dark ed introspettive". Sarà, ma dopo qualche mese la sirena di Bruce Dickinson chiama, ed "Accident Of Birth" risponde. Il resto è storia: di Maiden reunion.

ALESSANDRO ARIATTI



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