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NOCTURNAL RITES "IN A TIME OF BLOOD AND FIRE" (1995)

Non credo di esagerare se affermo che non sarebbero esistiti gli Hammerfall senza i Nocturnal Rites. Nonostante un livello di fama nemmeno lontanamente paragonabile tra i due nomi, spetta ad "In A Time Of Blood And Fire" la prima mossa della scena svedese 90's, fino ad allora propensa a ben altre sonorità (estremamente brutali, vedi il Gotheborg sound, oppure estremamente melodiche, vedi le band simil Europe), nei riguardi dell'HM classico. "In the beginning" il gruppo è in realtà dedito ad un death piuttosto canonico, figlio del filone seguito da molti connazionali, ma con l'ingresso del vocalist Anders Zackrisson cambia tutto. Proveniente dai cult heroes Gotham City, il frontman irrora energia vintage, che confluisce in un approccio influenzato sia dalla NWOBHM dei primi anni 80, sia dal power/speed metal inventato dagli Helloween tra "Walls Of Jericho" e "Keeper Of The Seven Keys Part II". Il risultato finale è un mix orgogliosamente retrò, che contribuisce a serrare le fila tra chi non ne vuole proprio sapere di cedere il passo a rampanti novità, rivendicando l'appartenenza dell'heavy metal nei confronti di chi, questo sound, lo ha letteralmente creato. Va da sé che le citazioni di Iron Maiden, Judas Priest, Manowar (quelli più anthemici) si sprecano, innescando ritmiche anfetaminiche e reticolati di riff a presa rapida, sui quali l'ugola "nasale" del succitato Zackrisson disegna melodie talmente semplici da risultare spesso irresistibili. Dall'iniziale up tempo di "Sword Of Steel" ("sword of steel must be held up high" cita il refrain) fino alla conclusiva ed epica "Dragonisle", è un continuum temporale tra 1985 e 1995 come se, nel frattempo, nulla sia cambiato. Illusorio, certo, ma ragionevole se si pensa che, nel 2025, si assiste ancora all'ennesima riproposizione delle stesse trame. Bellissima, ad esempio, la title-track, con quel discreto tappeto di tastiere a rendere ancora più suggestivo il tuffo nel passato. "In A Time Of Blood And Fire" getta il seme di ciò che, da lì ad un paio di stagioni dopo, sarebbe diventato "Glory To The Brave" degli Hammerfall. Riconoscerlo non è solo una dimostrazione di conoscenza della materia, ma anche un atto di "giustizia" per gli stessi Nocturnal Rites.
ALESSANDRO ARIATTI

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