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MOTHER LOVE BONE: L'ANELLO MANCANTE


Un movimento musicale non nasce mai dal nulla. Detto in soldoni, non è che si sia passati dalla scena patinata e platinata di Ratt, Dokken, Cinderella e compagnia ai Pearl Jam in un amen. C'è stato un fenomeno preparatorio e propiziatorio, che prima ha adattato il suono delle chitarre, imbastardito le voci, e frequenziato la produzione in un determinato senso piuttosto che in un altro. Perché, nella sostanza, sempre di hard rock stiamo parlando, anche se formalmente presentato in modo differente. Bastano poche stagioni, dal 1989 al 1992 circa, ma la scena è talmente vitale che sembrano passati decenni. Quello che successe, per capirsi, tra l'era rampante della  NWOBHM a "Pyromania", con i Def Leppard a fare da testa di ponte per la transizione da un suono incorruttibile a qualcosa di ben più malleabile. Lo stesso succede sul finire degli 80's, con i primi rigurgiti ribelli verso un certo modo giudicato troppo "gentile" di proporsi al grande pubblico, che parte già dai Guns'n'Roses di "Appetite For Destruction" per arrivare a gruppi più sfortunati, ma non meno meritevoli, quali Love/Hate e Warrior Soul. Non ho nominato i Pearl Jam a caso, all'inizio, perché il loro nome è legato a doppia mandata a quello del gruppo oggetto dell'articolo che state leggendo. Mother Love Bone è un'entità ormai fumosa, quasi leggendaria, sfocata tra le brume delle decadi. Eppure, giusto o sbagliato che sia, la stragrande maggioranza degli intenditori, quelli che, nonostante le nebbie temporali, riescono a vedere con nitida "consecutio", li considerano come i veri precursori del grunge. 


La band nasce a Seattle, nel 1987, e le origini artistiche vengono ispirate dai soliti nomi. Almeno stando alle dichiarazioni ufficiali. La realtà è un pò diversa: parliamo certamente di hard rock, assolutamente non di heavy metal, tanto per cominciare. Tuttavia in quegli anni si tendono a mischiare le carte in un unico mazzo. Non settorializzando troppo, il vantaggio è quello di un interscambio culturale (sconosciuto nei giorni attuali), capace di rendere la scena un caleidoscopio di colori, in cui ognuno si sente libero di fare esattamente ciò che vuole. Chi sostiene il contrario, pur avendo vissuto sulla propria pelle il periodo, mente sapendo di mentire. Inizialmente Mother Love Bone sono ciò che resta dei Green River, di cui facevano parte i chitarristi Stone Gossard e Bruce Fairweather, nonché il bassista Jeff Ament. Mancano due membri per completare il quadro, che vengono individuati nel batterista Greg Gilmore (già con i 10 Minutes Warning assieme a Duff, futuro Guns'n'Roses) e, soprattutto, nell'ex voce dei Malfunkshunk Andrew Wood. È proprio quest'ultimo il cosiddetto "missing link" tra le pailettes di Los Angeles e la striscia malinconica del Seattle sound dei 90's, passato alla storia come "grunge". Il suo stile, infatti, al contrario della commistione approssimativa tra hard rock e punk tipico del genere, sembra piantato con entrambi i piedi nei grandi interpreti "classici" del passato: gente come Marc Bolan, David Bowie, Paul Stanley. Viziosa ed accattivante, l'ugola di Andrew è il reale collegamento con gli anni 80 "da bere", nonostante una propensione innata all'introspezione in sede lirica.


Forse proprio per le ambizioni di Wood, i Mother Love Bone non si affidano alla famosa Sub Pop, etichetta locale specializzata, ma puntano direttamente (e pomposamente) su Los Angeles. C'è un contatto con la Geffen, ma tocca a Mercury Records prendere il gruppo sotto la propria ala protettrice. Prima viene pubblicato l'EP "Shine", ma il piatto forte è ovviamente rappresentato dall'album completo. In un'intervista precedente all'uscita di "Apple" (questo il titolo del disco), Andrew dichiara: "La canzone 'Stardog Champion' è una sorta di falso rock-anthem patriottico: sarà il primo singolo e video. Quando scrissi 'Holy Roller', invece, non avevo assolutamente idea di cosa fosse un holy roller. Semplicemente pensavo che fosse un termine che suonava bene. In realtà stavo pensando ad una canzone dei Wings di Paul McCartney chiamata 'Let Me Roll It'. Posso considerare 'Heartshine' come la nostra 'Achille’s Last Stand' (Led Zeppelin): è lunga e davvero potente. Ho un altro fratello a parte Kevin, che è un po’ pazzo, da un certo punto di vista, e fa preoccupare molto l’intera famiglia. Così 'Heartshine' riguarda un po’ entrambi i miei fratelli.  'Come Bite The Apple' è una canzone significativa, tipo 'Crown Of Thorns'. Il suo testo è molto personale, mentre altre canzoni non hanno nulla a che fare con me. Probabilmente 'Apple' e 'Crown Of Thorns' parlano di me per la maggior parte. Sono una sorta di retrospettiva dello scorso anno”. Sul finire della chiacchierata, infatti, Andrew si sofferma sul suo processo di riabilitazione dalla droga, affermando di essere definitivamente uscito dalla dipendenza. Sarà l'ultima volta che il cantante parlerà con la stampa, perché la mattina dopo quell'intervista, il suo corpo verrà trovato privo di vita dopo un'overdose di eroina (24 anni!). Mother Love Bone si sciolgono all'istante, tuttavia decidono di pubblicare comunque l'album in onore del compagno scomparso. Poco dopo, Stone Gossard e Jeff Ament formeranno i Pearl Jam, ed il successo planetario di "Ten" riuscirà dove "Apple" fallì, esclusivamente per motivi extra musicali. Ricordarlo è un dovere, riascoltarlo sempre un piacere.


ALESSANDRO ARIATTI

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