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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

PONTE DEL DIAVOLO "DE VENOM NATURA" (2026)

Ponte del Diavolo sono stati una piacevolissima "surprise", almeno per me, quando uscì il loro primo lavoro sulla lunga distanza nella primavera 2024. Sto ovviamente parlando di "Fire Blades From The Tomb", un disco sotto molti aspetti originale e coraggioso, che pagava soltanto una certa dose di inesperienza nel mixaggio. Troppo "lontana" negli speaker la voce di Erba del Diavolo; la sua attitudine, a metà tra sacerdotessa punk ed inquietante diva infernale, avrebbe meritato una superiore valorizzazione. Il mix stilistico proposto risultava però convincente, tra sfuriate black, rallentamenti doom ed occasionali ammiccamenti verso psych e post new wave. "De Venom Natura" corregge il tiro con una produzione perfettamente bilanciata, evidentemente per riparare i difettucci del predecessore: dall'altra parte ne sostiene invece la continuità stilistica, in virtù dei meritati riconoscimenti ottenuti. Il titolo richiama ovviamente De Rerum Natura d...

KREATOR "KRUSHERS OF THE WORLD" (2026)

Kreator hanno vissuto diverse fasi nella loro ormai quarantennale carriera, periodi stilistici che non hanno nascosto diverse incongruenze, spacciate per aperture verso nuovi orizzonti. Balle, con tutto il rispetto che nutro verso il signor Mille Petrozza (almeno fino a "Renewal"); dietro alle belle parole, a mio avviso, si è sempre nascosta una scaltra dose di sana "paraculaggine". Il nuovo corso, orientato verso un suono tendente al power metal più che al thrash dura in realtà da diversi album, ed il nuovo "Krushers Of The World" non fa purtroppo eccezione. Detto in soldoni, si può affermare che si tratta di un brutto disco? Assolutamente no. Semmai insignificante e soprattutto senz'anima, il che è ancora peggio. "Gods Of Violence" e "Hate Uber Alles", almeno per quanto mi riguarda, sono passati via senza colpo ferire, e temo che la medesima sorte toccherà (parlo sempre in maniera soggettiva) a questa collezione di nuove canzoni. ...

MAYHEM "LITURGY OF DEATH" (2026)

Mayhem vanno al di là di semplici meriti artistici. La loro famigerata storia sconfina infatti in ambiti che, con la musica in sé e per sé, hanno ben poco a che fare. Omicidi, chiese bruciate, libri che ne ripercorrono le efferatezze, addirittura un film mainstream a loro dedicato. O almeno ai fatti più cruenti tramandati come se si trattasse di leggenda, e non di atti criminali.  Gli episodi successivi alla pietra angolare "De Mysteriis Dom Sathanas", unica testimonianza con i due protagonisti Euronymous e Vikernes (rispettivamente vittima e carnefice), hanno dato spazio ai dibattiti più disparati. C'è chi sostiene la tesi del "si sono sciolti quarant'anni fa", esattamente dopo la faida tra Aarseth ed il "Conte", chi invece concede diritto di asilo discografico anche a tutto il resto. Comunque la si pensi, per onestà intellettuale occorrerebbe partire da un postulato, credo, incontestabile: nel bene o nel male, nessuno suona come i Mayhem. "L...