Chi, ancora oggi, continua a considerare gli Europe soltanto come "la band di The Final Countdown", magari in senso dispregiativo, evidentemente si limita ad una visione parziale e limitata nel tempo del quintetto svedese. Oltre che elargire scorrettezza a piene mani dal punto di vista intellettuale, si perora infatti un falso storico. 1986-1991: "The Final Countdown", "Out Of This World", "Prisoners In Paradise", un terzetto di album meravigliosi (parere personale) ma indubbiamente studiati per "piacere" al pubblico generalista: e questo è un fatto. È però altrettanto un dato oggettivo come, all'appello, manchino qualcosa come 35 anni di attività ed un'altra decina di dischi che, del consenso mainstream, se ne sono sempre largamente strafottuti. E allora, come la mettiamo? Quali sono i "veri" Europe? Come tutte i grandi, perché tali sono, Joey Tempest e soci non si accontentano di fare da replicanti di un suono che ap...