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HEAVENLY "COMIN' FROM THE SKY" (2000)

Tra la seconda metà degli anni 90 ed i primi vagiti del nuovo millennio, il power metal  "cantereccio" di derivazione Helloween/Gamma Ray vive la sua epoca d'oro. Dischi che si vendono a palate (vedesi Stratovarius, Angra ecc.), ed una scena che prolifera di nuove realtà. A volte interessanti, altre sicuramente meno. Succede sempre così quando un determinato trend tira, si sa. Heavenly travalicano i confini geografici abituali del genere, solitamente diviso tra Germania e Scandinavia: vengono dalla Francia, esattamente dalla capitale Parigi, con i membri fondatori Benjamin Sotto (voce) e Maxence Pilo (batteria) che si trovano nel 1994 sotto la Tour Eiffel con una passione comune per i vari "Keeper Of The Seven Keys" e "Heading For Tomorrow". Quattro anni dopo, Noise Records offre al quartetto transalpino, nel frattempo completatosi con l'ingresso di Chris Savourey (guitar) e Laurent Jean (bass), un contratto per la realizzazione del loro primo album. Le cose vengono prese maledettamente sul serio, sia dal gruppo che dalla label: gli Heavenly si trasferiscono ad Hannover, e possono contare immediatamente sulla preziosa esperienza di Piet Sielck degli Iron Savior come produttore, coadiuvato nell'esperienza dall'amico di sempre Kai Hansen. Onestamente non si può biasimare gli Heavenly se l'esordio "Comin' From The Sky" sembra quasi un progetto collaterale dei due guru del metal tedesco, con i quattro francesi che eseguono il compito sotto dettatura. Eppure il disco è bello, a tratti splendido, ed ogni tassello viene regolato nella maniera più opportuna e piacevole: i cori risultano perfetti, la batteria regolata secondo i migliori dettami del periodo, le orchestrazioni ben presenti seppur mai prevaricanti. Difficile credere che ci si trovi davanti ad un'opera prima, perché il livello di professionalità appare talmente elevato da far invidia a gruppi con dei curriculum ben più corposi. E con relativa esperienza da vendere. In "Time Machine" la presenza di Sielck e Hansen si palesa in modo ben più ingombrante anche a livello di presenza vocale, con lo scambio di microfono tra i due. E gli Heavenly che, quasi quasi, preferirebbero nascondersi in un angolino. Tra riferimenti a Helloween e Gamma Ray, filtrati attraverso una poderosa iniezione di Iron Savior, "Comin' From The Sky" è ancora oggi una salutare boccata di ossigeno. Da gustare tutta d'un fiato. 

ALESSANDRO ARIATTI

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