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METAL CHURCH "HANGING IN THE BALANCE" (1993)


Mai giudicare un libro dalla copertina o, in questo caso, un disco dall'artwork. Difficilmente ricordo una presentazione grafica peggiore rispetto a quella di "Hanging In The Balance", album con cui i Metal Church rispondono ancora presente nel 1993 nonostante lo tsunami grunge, che sta spazzando via tutti i rimasugli legati alla decade precedente. Passare dalla Epic alla Blackheart Records di Joan Jett (verrà poi recuperato in Europa attraverso Rising Sun Productions) non è esattamente una passeggiata, ma il brutale ridimensionamento discografico rappresenta un gramo destino che coinvolge molte star degli 80's. Specialmente negli USA, è bene precisarlo: troppo vacuo il flanella-rock di Seattle per conquistare anche il pubblico europeo. Grandi nomi a parte, tipo Pearl Jam o Alice In Chains. E non cito questi ultimi a caso, visto che Jerry Cantrell compare in qualità di ospite nell'assolo della traccia d'apertura "Gods Of Second Chance". Ed è proprio dall'inizio che si capisce di avere a che fare con dei Metal Church "diversi". Più meditati, maggiormente melodici, con l'aggressione minacciosa dei primi due irripetibili LP che resta a guardare dalla finestra, ma anche "Blessing In Disguise" e "The Human Factor" vengono in realtà ben poco considerati. Coordinatore dei suoni/produttore viene citato Paul O'Neil, e sicuramente si può affermare che, se fosse mai lecito un paragone, "Hanging In The Balance" risulta l'episodio della Chiesa Metallica più vicino in assoluto ai Savatage. L'altro deus ex machina della consolle risponde al nome di Thom Panunzio, che ha appena dato la sua benedizione a "The Battle Rages On" dei Deep Purple, tanto per confermare la scelta non propriamente power metal tradizionale. Eppure episodi come "Losers In The Game" e "Waiting For A Savior " centrano il bersaglio della qualità senza ricorrere alle loro solite frecce. Più hard rock e meno HM? Si potrebbe anche sintetizzare così il succo del discorso, anche se sarebbe un concetto sbrigativo. "End Of The Age" presenta un gruppo mai così melodico, e tutto sommato i Metal Church convincono anche in questa veste più chic. Kurt Vanderhoof funge da ospite e compositore, imitando la posizione di membro esterno rivestita da Jon Oliva nei già citati Savatage di quell'epoca. "Hanging In The Balance" sarà l'ultimo disco che comprenderà il vocalist Mike Howe prima della reunion datata 2015: una collaborazione che terminerà (purtroppo) col tragico suicidio di quest'ultimo. Da rivalutare e riassaporare, in tutto e per tutto.


ALESSANDRO ARIATTI 

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