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WELCOME TO THE JUNGLE OF AC/DC: QUANDO AXL ROSE RIMPIAZZO' BRIAN JOHNSON

Dieci anni fa, il mondo del rock viene sconquassato da una notizia che ha dell'incredibile. Brian Johnson, storica voce alla cartavetrata degli AC/DC dai tempi del leggendario "Back In Black", è ufficialmente esautorato (licenziato pare brutto) dal suo ruolo di frontman della band australiana. Motivo? Pare che si sia sfondato i timpani per la sua smodata passione verso le auto da corsa, e che ciò lo abbia condotto ai limiti della sordità. Compromettendo, è ovvio, la sua possibilità di esibirsi live. Il problema è che il gruppo ha una lunga "leg" del tour ancora da onorare. Che fare, quindi? Annullare il tutto oppure trovare un improbabile sostituito? Sia mai detto che la macchina del rock'n'roll degli AC/DC plachi la sua sete di palco e di musica live! Il tour di "Rock Or Bust" si arena ad Atlanta, a marzo 2016; ed è proprio nella città americana che viene segnalato Axl Rose all'uscita di uno studio assieme ad Angus Young e soci. Ovviamente privi di Brian. Il gossip si scatena, tuttavia pare quasi un'ipotesi da fantacalcio applicata al mondo musicale. La notizia (clamorosa) viene ufficializzata sul palco del Coachella, quando Angus si unisce al concerto dei Guns'n'Roses per una jam sulle note di "Riff Raff" e "Whole Lotta Rosie". Dice Tom Mayhue, il tour manager, qualche anno dopo: "Un momento della mia carriera che non potrò mai scordare? Si tratta di un episodio accaduto di recente, ossia quando Axl Rose è intervenuto per aiutare gli AC/DC ad esibirsi con loro per 23 concerti: era il primo show che facevamo insieme a Lisbona, in Portogallo. C’erano circa 80mila spettatori, abbiamo ricevuto 1100 richieste di accrediti stampa e molti giornalisti erano lì per vedere Axl fallire". 

Proprio riguardo allo show lusitano, Mayhue aggiunge: "Axl era più nervoso che mai, non l’ho mai visto così: la sua era pura paura. In effetti è una proposta spaventosa quella di salire su un palco di fronte a così tanti spettatori e cantare quei brani. Ed erano davvero tante le persone che avrebbero voluto vederlo in difficoltà, ma io volevo che riuscisse con successo in questa grande impresa". Difficile immaginare gli AC/DC con un frontman diverso dall'urlatore col basco, ma se si ha un minimo di onestà intellettuale, non si può che stropicciarsi gli occhi e sturarsi le orecchie, di fronte ad un Rose che torna a presentare certi classici del gruppo in tonalità originale. Vedi "Thunderstruck", "Hells Bells" o "Shoot To Thrill". Le performance sono lì, da vedere ed ascoltare, ed è lo stesso Axl a rivendicarne l'importanza quale suo tributo a Bon Scott, uno dei suoi idoli assoluti. “È stato piuttosto divertente – dice ancora il tour manager – perché Axl è salito sul palco e con la band hanno eseguito la prima canzone, "Rock or Bust": li ha semplicemente stesi tutti. Io ero quasi in lacrime nel guardarlo perché stava facendo qualcosa che lui adora fare. Del resto nessuno vorrebbe mai fare qualcosa per danneggiare un nome come quello degli AC/DC, una band davvero leggendaria. Per questo motivo Axl si è preparato bene, impegnandosi al massimo come forse non l’ho mai visto fare in altre occasioni della sua vita. Così è salito sul palco e ha davvero spaccato. Alla fine – conclude – la stampa ha scritto cose davvero molto belle su di lui, mentre i fan sono impazziti perché lui è stato veramente epico: una performance incredibile”.
Non basta una frattura ad un piede, che lo vede costretto ad esibirsi seduto con un tutore nelle prime date, a frenare l'energia incontenibile di Rose. Il cantante dei Guns è infatti talmente galvanizzato che vorrebbe alzarsi, ed il linguaggio del corpo non mente di certo. Quando può finalmente buttare trono e supporto ortopedico, Axl resta comunque talmente rispettoso nei confronti della storia del gruppo, da rimanere sempre in seconda linea rispetto ad Angus. I fans capiscono, gradiscono, e ringraziano. Oggi, come allora. E chissà che, un giorno, non esca un documento ufficiale di quei magici 23 show.

ALESSANDRO ARIATTI 

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