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CINDERELLA "LONG COLD WINTER" (1988)


Uscito nel 1988, "Long Cold Winter" è il secondo album dei Cinderella e rappresenta un importante punto di svolta nella loro carriera. Dopo il successo commerciale del debutto "Night Songs" (1986), noto per il suo glam metal vistoso ed il forte impatto da MTV, la band sente l’esigenza di mostrare una maturità artistica maggiore, senza perdere di vista la propria energia da "arena hard rock". L’album riflette perfettamente questo equilibrio tra leggerezza visiva e profondità musicale: i Cinderella dimostrano infatti di voler essere più di una semplice band glam, abbracciando influenze blues e sonorità più cupe.

Tom Keifer e la band si trovano in un momento di grande pressione creativa. Il successo di "Night Songs" ha prepotentemente alzato le aspettative dei fan e dell’etichetta discografica. Keifer, che già soffre di problemi alle corde vocali (una difficoltà che avrebbe segnato la sua carriera negli anni successivi),  riesce comunque a registrare un album con prestazioni canore di straordinaria intensità. Il gruppo desidera comporre canzoni solide, non solo visivamente accattivanti, e vuole combinare la potenza dell'hard rock mainstream con la sensibilità del blues classico. Questo contesto di pressione e introspezione creativa permea l’intero disco, rendendolo emotivamente più profondo rispetto al debutto.

Tra i brani più significativi spicca senza dubbio “Don’t Know What You Got (Till It’s Gone)”, una ballad che è pure uno dei momenti più emozionanti del disco. Il tema del rimpianto, unito alla capacità di Keifer di modulare la voce tra delicatezza e graffio emotivo, crea un contrasto potente. La chitarra acustica ed il pianoforte si intrecciano per sostenere la melodia, mentre l’arrangiamento crescente fa esplodere l’emozione nel ritornello. È un perfetto esempio di come i Cinderella sappiano coniugare la sensibilità del blues con l’appeal degli anni ’80.

C'è poi “Coming Home”, in cui emerge il lato più rustico della band: il brano ha un ritmo cadenzato e riff robusti, che evocano la nostalgia ed il desiderio di un ritorno alle proprie radici. La voce di Keifer, in alcuni momenti quasi sussurrata, trasmette una sensazione di intimità insolita per una band "hair metal". La canzone dimostra come i Cinderella stiano cercando di sperimentare con atmosfere più profonde e sfumature musicali più ricche, senza perdere la propria energia.

Infine citerei “The Last Mile”, tra i momenti più intensi ed aggressivi del disco. I riff taglienti ed il ritmo serrato trasmettono una tensione palpabile. Keifer alterna scream graffianti a toni più controllati, sciorinando tutta la versatilità della propria voce. Il testo, intriso di frustrazione e determinazione, riflette perfettamente il lato più crudo e diretto dei Cinderella, in netto contrasto con le ballad melodiche.

Tom Keifer è il cuore della band: frontman, chitarrista principale e autore della maggior parte dei testi. La sua capacità di fondere hard rock e blues con melodie memorabili è ciò che rende i Cinderella unici tra le band glam metal del periodo. La sua voce, leggermente roca ed incredibilmente espressiva, è l’elemento che lega tutte le canzoni e dona coerenza al disco. La band nel suo complesso,  con Jeff LaBar alla chitarra, Eric Brittingham al basso e Fred Coury alla batteria,  riesce a creare un suono potente eppure equilibrato, in cui ciascun strumento spicca senza sovrastare gli altri.

"Long Cold Winter" è un album che inizia l’evoluzione dei Cinderella da fenomeno glam metal a band capace di coniugare elettricità e profondità emotiva. Grazie a Tom Keifer ed alla sua visione musicale, il disco alterna ballad struggenti a brani rock aggressivi, sempre con un tocco blues inconfondibile. È un lavoro maturo, autentico e straordinariamente espressivo, che resiste al tempo; e rimane un punto di riferimento per chi vuole comprendere la vera essenza dei Cinderella.


JOE PRIVITERA

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