"One Second" è uno di quei dischi che non si limitano a segnare una fase, ma la mettono in discussione. Quando i Paradise Lost lo pubblicano, nel 1997, arrivano da una traiettoria ben definita: sono tra i nomi chiave del gothic/doom metal, con sonorità lente, pesanti e profondamente malinconiche. Sarebbe facile continuare su quella strada, magari raffinandola. Invece loro scelgono una deviazione netta. Il contesto di fine anni ’90 aiuta a capire la portata della scelta: il metal sta cambiando, molte band sperimentano contaminazioni elettroniche o alternative, ma spesso senza abbandonare del tutto le proprie radici. "One Second", invece, rappresenta quasi una rifondazione. I riff vengono messi in secondo piano, i sintetizzatori prendono spazio, e la voce di Nick Holmes si sposta verso un registro più pulito e controllato, rinunciando quasi del tutto all’aggressività del passato. La title track "One Second" è l’ingresso perfetto in questo nuovo mondo: una ba...